Sempre più spesso si sente parlare di aziende italiane che, per ampliare il proprio business, decidono di guardare all’estero e per cercare notizie inerenti l’iter da seguire spesso ci si rivolge al web, dove non sempre però si trovano siti attendibili: non a caso non sono pochi coloro che commettono errori soltanto perché si sono attenuti a delle informazioni errate.

Prima di tutto, quando si è alla ricerca di argomenti specifici bisogna in primis valutare se il sito è attendibile o meno, cercando di confrontare le notizie con altre pagine web dello stesso settore.

Se gli argomenti sono discordanti, l’unica cosa da fare è contattare personalmente chi di competenza, altrimenti la fregatura sarà dietro l’angolo.

In questo post parleremo di come investire in Austria soffermandoci in particolar modo sulle varie modalità per aprire un’attività già avviata in Italia ma che l’intento è quello di voler offrire servizi anche in Austria.

Vediamo in tal senso come muoversi correttamente senza sbagliare.

1. Se si possiede una ditta individuale in Italia, ma lo scopo è quello di offrire servizi anche in Austria, si può fare?

La risposta è affermativa purché l’azienda sia stata registrata presso il Registro delle Imprese e che l’intento sia quello di fornire servizi non in maniera temporanea o occasionale.

Se l’azienda non è stata registrata, bisognerà dapprima fare denuncia e poi procedere con l’obiettivo prefissato.

Bisogna poi conoscere se la propria attività rientra nella categoria “regolamentata” o “non regolamentata”.

Per poter scoprire se una o l’altra rientrano nelle suddette categorie basterà contattare la Camera di Commercio in Austria, questo perché in base al settore di riferimento, ci saranno alcuni documenti da esibire.

Per fare un esempio chiaro e concreto di quanto detto: se l’attività che si desidera svolgere non è regolamentata occorrerà soddisfare le condizioni generali, del tipo:

essere cittadino dell’UE/SEE o comunque avere il permesso di soggiorno per lavorare in proprio in Austria;

non aver fatto alcuna dichiarazione di fallimento;

essere incensurato;

avere la maggiore età.

Se invece l’attività che si vuole svolgere rientra nella categoria delle attività regolamentate oltre a dichiarare quanto menzionato in precedenza, bisognerà esibire un documento, o meglio, una qualifica che comprova il possesso delle competenze per poter svolgere il lavoro in questione.

Quindi, se l’attività è stata registrata in Italia presso il Registro delle imprese è possibile aprire una filiale anche in Austria. In quest’ultimo caso occorrerà fare la denuncia presso il Tribunale Commerciale.

2. Ci sono sovvenzioni o sostegni finanziari per aprire un’attività in Austria?

Esistono dei sostegni finanziari e sovvenzioni, ma dipende dal tipo di settore di appartenenza.

Per maggiori informazioni bisogna contattare un organismo apposito come per esempio, ABA Invest-in Austria, più noto ufficio governativo che è in grado di supportare in tutte le fasi tutte quelle aziende che vogliono ampliare il proprio business in Austria.

3. In qualità di imprenditore italiano, è possibile ottenere un deposito franco in Austria?

Non è facile poter rispondere a tale quesito perché dipende da molteplici fattori, tra cui l’attività svolta in Italia.

Tuttavia, se determinati requisiti vengono soddisfatti, allora non sarà un problema ottenere un deposito franco in Austria.

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