Spesso ci riferisce al settore del gioco con accezione negativa, ma ciò non rende merito al lavoro di tanti imprenditori, i quali lavorano seguendo le normative vigenti e danno lavoro a tante persone, oltre che essere una risorsa essenziale per lo Stato: i dati, infatti, parlano di un giro di affari estremamente prolifico. Ecco perché la crisi sofferta dalla filiera, nel periodo caratterizzato dal boom dell’emergenza sanitaria, ha letteralmente messo in ginocchio gli operatori che non hanno avuto un minimo di tregua e hanno visto i loro locali totalmente inattivi per oltre quattordici mesi.

Il boom dell’online

E se qualcuno possa pensare che le sale da gioco chiuse abbiano portato le persone a giocare di meno rispetto a prima, si sbaglia: in realtà i giocatori sono aumentati, questo perché il tutto si è spostato direttamente sull’online. Con le sale da gioco chiuse, i giocatori non potevano fare altro che ricorrere all’attività del gioco in internet. Questo ha alimentato l’utilizzo illegale delle piattaforme di gioco, producendo una pericolosa rete controllata dalla criminalità organizzata.

La ripresa del settore

Ecco perché oggi si può parlare con sollievo di ripresa, perché finalmente si intravede lo spiraglio di luce che ormai si attendeva da circa due anni: un trend che, secondo quanto riporta Montecarlonews, potrebbe durare anche nel 2022 sfiorando un giro d’affari complessivo di 495 miliardi di dollari.

Una notizia certamente positiva, se si considera che incide sia sulla qualità del settore, perché la ripresa del gioco terrestre limita l’ondata di illegalità che si scatena soprattutto online, e sia perché per lo Stato, come anche per l’Europa in generale, riparte un attività importantissima dal punto di vista del fatturato e del guadagno.

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