Secondo un recente studio, elaborato dall’Istituto nazionale di Sanità e riferito al triennio 2015-2018, in Italia, poco più del 50% degli individui compresi tra 18 e 69 anni, non fuma; il 17% ha abbandonato la dipendenza da nicotina, ma almeno un italiano su quattro fuma abitualmente.
Il consumo medio di sigarette si assesta intorno alle 12 unità giornaliere, ma quasi un quarto di essi fuma almeno un pacchetto al giorno.

Nonostante una sensibilizzazione generale per l’impatto nocivo del fumo sulla salute, dunque, anche per il triennio considerato, la percentuale di italiani dediti al fumo, non accenna a diminuire sensibilmente.
Ciò che, invece, sta cambiando significativamente sono le abitudini degli italiani in merito al fumo; negli ultimi anni, infatti, sono aumentati notevolmente i nostri compatrioti che preferiscono far ricorso al tabacco trinciato anziché alle sigarette classiche.

Da un punto di vista sociologico, il cambiamento (da ricondurre soprattutto agli individui più giovani) in tale direzione è significativo, poiché rappresenta un mutamento importante la cui spiegazione rimane comunque incerta e riconducibile a vari aspetti. Uno di questi, certamente non di secondo piano, è la convinzione diffusa che rollare una sigaretta sia meglio che consumare una bionda.
Cerchiamo, allora, di scoprire nel dettaglio cosa ci sia di vero in un’affermazione del genere.

Differenze tra sigaretta e tabacco trinciato

È opinione diffusa che rollare una sigaretta sia più salutare che fumare compulsivamente una sigaretta preconfezionata. Tale affermazione trae origine dal convincimento che il tabacco trinciato, utilizzato per un confezionamento manuale, sia di qualità migliore rispetto a quello utilizzato durante i processi industriali, che sembrerebbe essere ricco di agenti chimici nocivi per la salute.
A questa affermazione non sappiamo rispondere con certezza; alcuni studiosi, infatti, hanno evidenziato come il tabacco trinciato sia arricchito di fertilizzanti durante il processo di preparazione, dando alla sostanza un alone di non sufficiente chiarezza.

Sembrano, invece, tutti concordi nel sostenere una migliore qualità delle cartine impiegate nelle forme manuale rispetto a quelle in commercio. Su mrsmoker.it è possibile acquistare articoli per fumatori, come cartine di maggiore qualità.
Sulla qualità dei materiali impiegati non ci sarebbero dubbi: le cartine utilizzate per rollare una sigaretta casalinga sono migliori e non soggetti a processi e additivi industriali che aumenterebbero i rischi per la salute.

Un capitolo e un’attenzione a parte va riservata anche ai filtri disponibili. Quelli utilizzati comunemente, infatti, vengono trattati con acetato di cellulosa, mentre quelli disponibili per la rollata manuale, sono composti da materiali naturali come il cotone, dunque molto meno dannosi.
Ovviamente, la qualità del filtro, benché importante, non va ad inficiare il processo di combustione necessario per l’accensione che è decisamente dannoso per l’organismo.

Un altro aspetto importante nella valutazione riguarda le modalità di accesso alla sigaretta. Riflettiamo attentamente sulla psicologia racchiusa nel gesto di accendersi una sigaretta e fumarla.
Il fumatore incallito, generalmente, quando ha voglia di fumare, desidera soddisfare il suo bisogno in modo rapido. Il gesto è quasi automatico e la sigaretta in breve tempo è già accesa.
La procedura che, invece, porta a rollare manualmente una sigaretta è lunga e accurata. Il fumatore deve preparare il tabacco e la cartina avvolgendola con cura. In questo caso, il gesto è lento e ritmato; il più delle volte, nessun fumatore incallito ha voglia di aspettare tanto per aspirare il fumo.

In molti hanno individuato, come conseguenza principale di questo aspetto, un consumo inferiore di sigarette rispetto allo standard. Se rollarsi una bionda manualmente diminuisce significativamente il numero di unità giornaliere consumate, è naturalmente la salute a guadagnarci, ma anche questa condizione è tutta da valutare.

In ultima analisi, bisognerebbe individuare con una certa precisione il quantitativo di tabacco consumato e la sua qualità. Rollandosi una sigaretta manualmente, non si è esenti dal rischio di eccedere nella quantità di tabacco impiegato; un quantitativo eccessivo non è soltanto dannoso, ma potenzialmente pericoloso per la salute.
Sulla qualità, invece, come già detto, è difficile esprimersi; anche se su molte confezioni di tabacco è riportata la scritta naturale, va anche detto che, di puro, probabilmente non esiste neppure l’aria che si respira, per cui, anche in questo caso, permane un certo velo di incertezza.

Conviene fumare tabacco trinciato?

Il costo medio di una confezione di tabacco trinciato è di circa 5€, più o meno come un pacchetto di sigarette. Con una confezione, è lecito aspettarsi di confezionare almeno una quarantina di sigarette. Per questo motivo, dunque, è possibile affermare che il risparmio economico sia sostanziale ed evidente. Facendo il calcolo di denaro risparmiato su un anno solare, la cifra comincia ad essere certamente interessante.
Se il conto in banca ringrazia, comunque, la salute per il momento continua a vacillare.

Alcuni esperti fumatori, infine, hanno voluto porre l’accento su altri due aspetti di una certa rilevanza. È opinione condivisa, infatti, che utilizzando il tabacco trinciato, sia possibile assaporare un gusto migliore garantito da miscele sempre diverse e che la gestualità di rollarsi personalmente una sigaretta abbia rivestito un certo significato in ambito sociale.
Sono in molti, infatti, a sostenere che la gestualità conferisca un fascino anticonformista e una certa intellettualità che, a livello sociale, sarebbe di una certa importanza.

Volendo concludere, dobbiamo rilevare una sorta di incertezza di fondo nella nostra disamina; non siamo certi che sia meglio l’una piuttosto che l’altra. Siamo, invece, certi che la scelta migliore sia quella di smettere di fumare a vantaggio reale della salute dei nostri polmoni.

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