Ogni anno, giornali, medici, riviste scientifiche, ministero e associazioni o istituzioni collegate si impegnano, poco prima dell’estate e durante i mesi da mare, in campagne informative dedicate al sole. I suoi benefici sono ben noti ma anche i danni di un’esposizione prolungata e non corretta. Prendere il sole di per sé non fa male, anzi, l’elioterapia è una vera e propria cura medica conosciuta e praticata in epoche molto lontane dalla nostra, prima del medioevo.

Prendere il sole, quando fa bene e male secondo la medicina

Prendere il sole però fa male se non consideriamo anche raggi ultravioletti troppo forti per la nostra pelle e le nostre cellule, a lungo andare si danneggiano e si ammalano con il rischio di melanomi e forme tumorali.

Su quest’ultimo punto ci sono degli studi in corso. Una giornata trascorsa al sole o all’aperto, con pelle, occhi e testa ben protetti, delle brevi e numerose pause all’ombra, porta numerosi benefici e, addirittura, antitumorali. Infatti, i raggi ultravioletti stimolano la vitamina D che rinforza le osse e questo è molto importante nei bambini, migliora l’umore, stimola l’eliminazione delle tossine, la rigenerazione positiva della pelle e di sostanze che prevengono molte malattie e forme tumorali.

Non bisogna però esagerare, l’esposizione prolungata agli UV elimina gli effetti positivi e porta quelli negativi. Le campagne informative che ogni anno sembrano ripetitive e monotone stimolano molti balneari, genitori con bambini o anziani a seguito ad assumere comportamenti e abitudini salutari in spiaggia o in piscina, dove si devide di stendere un bel asciugamanto per una tintarella. Anche il giardino e il terrazzo permettono di prendere il sole arredandoli con ombrelloni da giardino, tende, gazebo, sdraio e sedie estive. Potete vedere qualche esempio diretto in questo sito: ombrellonidagiardino.com

Buone abitudini e errori da evitare quando si prende il sole

Quali sono le buone abitudini da adottare e gli errori da evitare quando si prende il sole? Molte regole le conosciamo, qui le riportiamo approfondendole e spiegando il perché sono così importanti per medici ed esperti.

  • Creme solari protettive. Non bisogna mai scordarsele sia quando andiamo al mare sia quando trascorriamo una giornata fuori, ad esempio una gita, e la pelle si troverà a contatto prolungato con i raggi solari. Le creme solari protettive impediscono ai raggi UV più forti e dannosi di dannegiare l’epidermide e le cellule. Quando la nostra pelle è ancora chiara è importante scegliere il grado di protezione più alto e abbassarlo nei giorni o settimane successive, questo non vuoldire eliminare del tutto la crema solare. Per i bambini e adolescenti, invece, è importante usare creme solari studiate per loro e sempre di alta protezione e filtranti. Le creme solari sono anche nutritive e idratanti, questo aspetto le vedremo più avanti.
  • Proteggere gli occhi con lenti da sole. Quando usciamo e ci troviamo al sole, il primo istinto che si prova è quello di coprire gli occhi che sono infastidi dalla troppa luce diretta. Via via che iride e pupilla si abituano, rientrano in ambienti chiusi e protetti proveremo la classica sensazione di percepire troppo scure le zone d’ombra fino ad avere problemi di vista. È un segnale importante, questo effetto fisico e ottico naturale ci indica che gli occhi non sopportano proprio tanto il sole. A lungo andare, si possono percepire dei fastidi come secchezza, rossore e bruciore; quindi: proteggere gli occhi con lenti da sole appropriate, ovvero, con la dicitura certificata di “antiriflesso e anti UV”.
  • Non tutte le ore sono adatte a prendere il sole. Le ore tra le 12 e le 16 sono scelte da molti per aumentare l’abbronzatura, al mare in questi orari si riposa poco prima di fare il bagno pomeridiano. Purtroppo, in queste quattro ore il raggio di sole è il più forte e diretto, la pelle anche se non ce ne rendiamo conto ne risente, si abbronza oscurandosi ma allo stesso tempo si secca e viene aggredita nei radicali liberi. Cercate in questi orari di proteggervi con le creme adatte, idratare la pelle, fare delle pause. ASSOLUTAMENTE VIETATO esporre i bambini al sole di queste ore, rischiano bruciature importanti e di stare male.
  • Bere acqua e idratare capelli e pelle. Per il nostro corpo stare troppe ore al sole e al caldo rappresenta uno stress, la grande sete che si prova diverse volte nella giornata è effetto di questo sforzo. Bere due litri d’acqua al giorno è sempre importante, come dicono i medici, ma quando prendiamo il sole è assolutamente necessario per non svenire o rischiare colpi di calore. Pelle e capelli possono essere idratati e nutriti con l’acqua, con prodotti specifici e l’alimentazione che, per la tintarella salutare, devere prevedere frutta e verdura in abbondanza, prevalenza di vitamina A, C e B.
  • Colpi di calore, capogiri e svenimenti. C’è un solo modo per evitarli: coprendosi la testa con cappelli o foulard, bagnandosi i capelli e il viso quando non possiamo coprirci, fare delle pause sia all’ombra che in acqua (mare, piscina ma anche docce da giardino). Attenzione, perché svenimenti o capogiro sono anche effetto di sbalzi di temperatura improvvisi e immediati. Bagnarsi spesso capoccia e pelle, bere spesso anche acqua a temperatura ambiente è un promemoria per la nostra temperatura interna naturale che al sole tende ad adattarsi a grandi quantità di calore rallentando la sua capacità di agire all’improvviso abbassamento, basta una zona d’ombra.

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