Se state pensando di vendere dei gioielli in oro, ci sono alcune cose importanti che è bene sapere. Recentemente, è stata introdotta una nuova legge che regola la compravendita di preziosi, e si suggerisce di prenderne bene nota per non incorrere in sanzioni o, peggio, in spiacevoli esperienze con commercianti disonesti. In questa guida si troveranno chiarimenti sui punti salienti della compravendita di oro usato.

Vendita oro usato: cosa è cambiato con il decreto legge

Il 25 maggio del 2017 è entrato in vigore il Decreto Legislativo n. 92, momento in cui la nuova normativa che regola la compravendita di oro usato è divenuta legge. Cosa è cambiato, in sostanza? Molto, in effetti, e in meglio, per il potenziale venditore. Sono state introdotte delle nuove regole principalmente per motivi legati al riciclaggio e all’evasione fiscale.

Quali sono i punti principali di questa legge?

  • Chi acquista oro usato deve essere iscritto all’OAM, l’Organismo Agenti e Mediatori.
  • Il limite dei pagamenti in contanti che si possono fare a settimana è stabilito in 499,00€.
  • Gli oggetti della compravendita devono essere fotografati e siglati da ogni angolazione.
  • Al cliente deve essere sempre rilasciata una ricevuta dettagliata.

Vendita oro usato: fondamentale rilasciare una ricevuta

Perché questi punti sono tanto importanti e in cosa proteggono il cliente finale da incaute vendite?
Innanzitutto, i compratori sono obbligati a redigere una ricevuta più completa e dettagliata possibile. È bene soffermarsi sull’importanza di tale documento perché si tratta di un foglio in cui vengono messe per iscritto informazioni che devono essere sempre disponibili sia per gli eventuali controlli fiscali e giudiziari, sia per attestare la bontà della transazione.

In questa ricevuta deve esserci sempre la presenza dei seguenti dati:

  • giorno e ora della transazione;
  • fotocopia nitida di un documento di riconoscimento in corso di validità del venditore;
  • descrizione dell’oggetto venduto, in termini di tipo, peso, caratteristiche, note particolari e tutto quanto possa essere utile per il riconoscimento;
  • quotazione di borsa dell’oro;
  • descrizione della tipologia di pagamento, se in contanti o tramite bonifico o altro mezzo di pagamento con relativa ricevuta;
  • l’informativa sulla privacy;
  • due fotografie dell’oggetto ripreso da ogni angolazione.

Ci si soffermi su quest’ultimo punto, che è molto importante.

Vendita oro: fate sempre stampare le foto per la firma

Il nuovo decreto legge, come si è visto, prevede che l’oggetto della compravendita venga fotografato da diverse angolazioni. Non si sottovaluti questo punto, per nulla marginale, poiché i dati devono essere inalterabili. Si segua questo esempio: si immagini che un compratore intenda ricettare un oggetto in nero. Cambiando semplicemente le fotografie dell’oggetto con quello da voi venduto, avrebbe creato una scheda del tutto valida.
Se, invece, vi premurate di far stampare le fotografie del vostro oggetto che state vendendo, e di apporre poi la vostra firma autografa per accettazione, trattenendo infine una copia delle fotografie, ecco che il compratore non potrà mai modificare la vostra scheda o allegare le vostre fotografie alla scheda di qualcun altro.

In ogni momento, infatti, le fotografie saranno disponibili per un confronto. La firma autografa sarà apposta anche sull’atto di vendita e confrontabile con quella apposta sulle fotografie in caso di dubbio. Quindi, riassumendo: il compratore dovrà farvi firmare:

  • l’atto di vendita;
  • le fotografie dell’oggetto.

Se la seconda firma manca, saprete che il compratore sta violando la legge.

Vendita oro: cosa cambia con il nuovo limite a 499,00€

Un altro punto saliente del nuovo decreto legge è il limite ai contanti che scende da 2.999,00€ al tetto massimo di 499,00€. Quindi, se state vendendo un oggetto il cui valore è 1.000,00€, 499,00€ potranno esservi corrisposti in contanti, ma il resto dovrà essere saldato, ad esempio, con bonifico bancario tracciabile o assegno. Questo limite, altro punto importante, è settimanale. Non potreste riscuotere la prima cifra in contanti per un valore di 499,00€ oggi, per poi tornare il giorno successivo e prendere altri 499,00€. Anche in questo caso, quindi, la correttezza e l’onestà del compratore può essere verificata.

Si deve sempre evitare di farsi pagare in contanti per un valore superiore a quello settimanale stabilito. Si ricordi che, all’atto di vendita, deve essere indicata data e ora di acquisto. Se un prezioso vale più del limite massimo, non si potranno di certo stipulare due atti di vendita diversi per lo stesso oggetto solo per far comparire due pagamenti in contanti. Non va nemmeno sottovalutato il reato di cui ci si renderebbe complici.

Il decreto è stato, in definitiva, introdotto anche a garanzia del cliente finale e, quindi, non va interpretato come restrittivo, bensì come garanzia. Omettere il rispetto del tetto massimo farebbe incappare nel reato di violazione delle norme sull’antiriciclaggio. Se, quindi, state per vendere un prezioso del valore superiore a 499,00€, portate con voi il codice Iban del vostro conto.

A questo punto, la domanda potrebbe essere la seguente: come si fa a sapere quanto vale il proprio oggetto? Qui si anticipa l’argomento successivo, che spiega proprio nel dettaglio quali sono le cose più importanti da sapere prima di vendere un oggetto.

Vendita oro usato: a cosa fare attenzione quando si vende

La prima cosa da fare, quando si vuole vendere un oggetto in oro, è conoscere il peso dell’oggetto stesso. Andrà bene anche una semplice bilancia elettronica da cucina. Ciò che conta non è il peso preciso al milligrammo, ma un’indicazione accurata di quanto pesi l’oggetto. Questo perché l’oro viene pagato in base al proprio peso. A questo punto, si dovrebbero controllare le quotazioni del momento sul metallo. In rete si possono verificare facilmente su https://www.orolive.it/, per avere un’idea molto chiara di quanto può valere il proprio oggetto. Sarà più difficile, quindi, essere raggirati con un pagamento che sottostimi il reale valore del prezioso.

Sarebbe perfetto se, a questo punto, si chiamasse il potenziale acquirente per chiedere informazioni sulla quotazione dell’oro al momento, in modo da verificare subito se i dati che fornisce sono reali e corretti. Non c’è nulla di strano in questo, e non c’è motivo per cui il negoziante non dovrebbe rispondere. Se tutto ciò vi convince, potete recarvi presso il negozio. Se il negozio è conosciuto, poi, e magari sono disponibili in rete le recensioni di altri clienti soddisfatti, o magari non soddisfatti, si leggano attentamente. Infine, verificate che il compro oro in questione sia regolarmente, come da nuovo decreto legge, iscritto all’OAM.

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